L’anguria è un frutto gustoso e dalle proprietà eccezionali, ricco di acqua, potassio e vitamina C. Vera e propria regina dell’estate, viene generalmente trapiantata fra aprile e giugno in campo aperto, si anticipa in serra, generalmente il trapianto avviene quando le temperature cominciano a superare stabilmente i 15-20°. Questa coltura richiede molto sole, un terreno ben drenato, concimazione organica e una pacciamatura per trattenere l’umidità e riscaldare il suolo.
Trapianto di anguria: preparazione del terreno, concimazione e pacciamatura
Il PH del terreno ideale per la coltivazione delle angurie deve essere intorno a 6. Inoltre, è importante evitare un suolo troppo compatto o argilloso, che presenta difficoltà nel drenaggio: occorre un terreno ben lavorato. Prima del trapianto, sarebbe opportuno effettuare una concimazione organica (letame fermentato maturo, compost). Successivamente con un impianto a goccia si possono somministrare macro e microelementi. Per quanto riguarda invece la tecnica di pacciamatura, è possibile utilizzare varie tipologie di materiali organici come paglia, foglie secche, erba tagliata e trucioli di legno, film di plastica. Questi materiali vengono posizionati sul terreno circostante alla pianta, creando uno strato protettivo che permette di trattenere l’umidità del terreno, ridurre l’erosione e limitare la crescita di erbe infestanti. La pacciamatura è un metodo molto utile anche per la coltivazione delle angurie in campo aperto. Questa tecnica permette infatti di ridurre l’evaporazione dell’acqua dal terreno e di mantenere una temperatura più costante del suolo.
Messa a dimora
A questo punto è possibile procedere con il trapianto vero e proprio. In particolare, le piantine devono essere poste ad una distanza di 1,2 m tra di loro e di circa 2 m tra le file. Successivamente, si consiglia di procedere con una moderata irrigazione e un adeguato apporto di fosforo radicale. Per l’elevata traspirazione, la pianta richiede irrigazioni frequenti, soprattutto nella fase di allegagione e ingrossamento del frutto. Infine, nell’ultima fase di maturazione del frutto, gli apporti possono essere ridotti in modo tale da evitare spaccature ed accentuare il sapore. Dopo circa 60 giorni dal trapianto, in base alle condizioni di temperatura e umidità, la produzione può essere raccolta.
